PORTA UNA PAROLA


La Pro Loco di Castro dei Volsci in occasione della Giornata Nazionale del Dialetto ha organizzato un pomeriggio dedicato alla lingua delle nostre origini e tradizioni.

I partecipanti hanno portato una parola in dialetto a loro più cara: le parole suggerite, nonché quelle consegnate nei giorni scorsi presso la sede dell’associazione, sono state censite nell’ambito del dibattito e raccolte perché non se ne perda traccia negli anni a venire.

Ogni settimana ne pubblicheremo una per condividerla con voi.

Questa settimana la parola di Solli M. Carmen

 

Tempo fa ho risentito la parola “ SCILLIENT’ “ e successivamente “ALLORNIe “ .

Termini dialettali prima comunemente usati, oggi invece quasi dimenticate. Risentendoli per caso, mi hanno riportata indietro nel tempo quando ero ancora bambina, risvegliando in me ricordi di odori, colori e giochi perduti provando una profonda nostalgia di quei giorni spensierati dove tutto ci veniva insegnato dai nostri zii e nonni. Termini, proverbi, modi di dire, modi di fare e rimedi vari, in pratica erano loro il nostro “Google”. Quindi se ora dovessi comporre una frase con queste parole chiudendo gli occhi immaginerei la mia vecchia zia, dopo uno scherzetto fatto nel buio, son certa che direbbe così :

  • “ FINISCILA’ UVE’! CHA S’PUR N’C’ALLORNIe T’ALLENT  N’SCILLIENT’ E T’FACC GIRA’ ACCUMM’A N’PIKKERE! “

Traducendo in italiano  “Finiscila eh! Se anche “non ci vedo” ti mollo un “ceffone” da farti girare come una trottola!  “

Che bello tuffarsi nel passato riemergendo con tanto folklore, si sono assolutamente d’accordo che il dialetto non deve essere mai dimenticato, ma tramandato. Pensate che meraviglia alle porte del 3000 sentire ancora “ SCILLIENT’ “ al posto di ceffone “ ALLORNIe “ al posto di vedere o ancora “ LONGETT “ al posto di panino !!!

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