PORTA UNA PAROLA


La Pro Loco di Castro dei Volsci in occasione della Giornata Nazionale del Dialetto ha organizzato un pomeriggio dedicato alla lingua delle nostre origini e tradizioni.

I partecipanti hanno portato una parola in dialetto a loro più cara: le parole suggerite, nonché quelle consegnate nei giorni scorsi presso la sede dell’associazione, sono state censite nell’ambito del dibattito e raccolte perché non se ne perda traccia negli anni a venire.

Ogni settimana ne pubblicheremo una per condividerla con voi.

Questa settimana la parola di Anna Peronti

“STUARE”

Le nonne dicevano ai nipoti: ”Viè aiocche ca te voglie stuà gli nase”. Era un fuggi fuggi generale perché quel fazzolettone che la nonna brandiva, era duro come la carta vetrata e rompeva il naso più del raffreddore stesso. Meglio una tirata su ed una strusciata sulla manica della maglietta che diventava lucida, come per la scia di una lumaca. Stuà, per me che ero bambina, era una parola come un’altra ma quando dalla Francia tornarono alcuni figli di emigrati, cominciai a fare delle considerazioni. Parlavano tra loro e secondo me, tutte le loro parole finivano in uà: ruà, fuà, cruà, vuà… Caspita, ma anche Stuà finiva così! Ovviamente non sapevo che, pur avendo lo stesso suono finale, le parole si scrivevano diversamente. Fu così che mi convinsi che anche noi, a Castro, parlavamo un po’ francese e perciò ci si poteva capire con tutti.

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